mercoledì 5 dicembre 2012

Al Pacino su Iris

Il blog riprende vita. Una decisione improvvisa. La Casa Stregata riprende ad essere ospitata dai suoi fantasmi, delle sue ombre. Sono passati due anni dall'ultimo post e molte cose sono cambiate, sicuramente cambierà anche l'approccio. Abbiamo parlato di Regia Teatrale, di Cinema, di Musica, abbiamo incontrato Stanislavskij, Raffaele Viviani, Mejerchol'd e tanti altri. Riprendiamo da dove abbiamo lasciato, verso strade nuove e forse anche più personali, più dissacratorie, meno istituzionali. O forse no. L'importante è riprendere. E ho intenzione di riprendere con una sorta di informazione di servizio: su Iris, canale dedicato interamente alla settima Arte, ogni Lunedì in prima e in seconda serata, stanno passando grandi film con Al Pacino, per la serie Actor Studio.

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giovedì 10 giugno 2010

Raffaele Viviani

Raffaele Viviani è stato uno degli uomini di teatro più importanti del secolo scorso e uno dei pochi drammaturghi italiani degni di questo nome. Può essere tranquillamente affiancato (per importanza) a personalità come Antonio Petito, Eduardo De Filippo, Eduardo Scarpetta, Dario Fo, Pirandello anche se la sua fama è stata ed è nettamente inferiore. Infatti se tutti conoscono queste personalità ingombranti molti di meno hanno la se pur minima idea di chi fosse Raffaele Viviani.

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lunedì 26 ottobre 2009

Perchè l'uomo è così altruista?

A leggere il titolo di questo articolo molti penseranno: "Altruista chi?". In effetti parlare di altruismo nel mondo in cui viviamo può suonare un pò stonato. La maggior parte di noi crede di vivire in una giungla in cui arriva in alto chi sgomita di più, chi è abile nel fare le scarpe agli altri, chi è più furbo...e forse è così, posto che andare in alto significhi avere i soldi.



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venerdì 18 settembre 2009

Perchè questo blog è alla deriva.

Coloro che sono in più stretto contatto con questo blog hanno facilmente notato che non viene più aggiornato da un bel po' di tempo...è abbandonato, lasciato alla deriva.

Gestire un blog richiede una grande costanza, ogni giorno bisogna aggiornare i contenuti.

La mia resistenza è stata fortemente messa alla prova da un lutto importantissimo che mi ha allontanato da tutte le attività non strettamente indispensabili e che richiedono concentrazione e costanza e voglia.

Ora pian piano si riprende a girare ma ancora non sò se riprendere a pubblicare come prima, se lasciare il blog così com'è o se chiuderlo addirittura.

Si deve prima riacquistare la voglia necessaria, poi si vedrà.

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sabato 1 agosto 2009

L'improvvisazione in teatro non esiste.

Cos'è l'improvvisazione? Cosa significa quando si dice che un attore sta improvvisando?

In questo articolo tenterò di spiegare la falsità del termine "improvvisazione" almeno nella sua accezione più comune e si arriverà ad affermare che un attore non improvvisa mai. Nemmeno gli attori della Commedia dell'Arte improvvisavano.

Di solito si intende con "improvvisazione" la creazione estemporanea di un testo che non è stato precedentemente scritto. L'attore riesce a creare e riprodurre le parole del suo personaggio potremmo dire "in diretta", davanti allo spettatore. Di solito l'attore capace di improvvisare viene considerato di grande qualità, perchè si ritiene che la capacità di improvvisare sia quasi innata, dovuta alla particolare genialità, all'esplosivo talento di un attore.
Ecco la definizione del termine "improvvisazione" presa da Wikipedia (che rappresenta il pensiero più generico possibile): "Per improvvisazione si intende – in senso generico - l’atto di creare qualche cosa mentre la si esegue, in maniera spontanea o casuale".

Questa definizione è falsa in ogni suo punto.

Bisogna sostituire il termine improvvisazione con quello di "montare". Mi spiego trattando il caso degli attori della Commedia dell'Arte, cioè il teatro all'improvviso per eccellenza.
Nella Commedia dell'Arte l'improvvisazione era una necessità. Siccome con il teatro ci campavano, dovevano essere in grado di mettere su uno spettacolo in un lasso di tempo brevissimo. Il principio era quello del minimo tempo da dedicare alle prove, anzi di non provare affatto. Solo così si poteva andare in scena velocemente e a ripetizione e poter guadagnare di più. Gli attori dovevano quindi essere capaci di andare in scena senza nulla di predeterminato, senza un testo da mandare a memoria. Come poteva accadere tutto ciò? Erano degli esseri superdotati? Niente di tutto ciò.
Avevano semplicemente un grandissimo bagaglio di scenette, situazioni, lazzi che riuscivano a montare secondo le esigenze della scena. Improvvisare consisteva nello scegliere di volta in volta, scena dopo scena quale pezzo, quale battuta, quale lazzo eseguire.

Era un'arte che si apprendeva direttamente sulle assi del palcoscenico, fin dalla più tenera età. Era un'arte che maturava con l'esperienza e con la pratica costante. Non c'era quindi nè creazione spontanea, nè tanto meno casuale.

Veniva utilizzato un cavovaccio che ripèroduceva sinteticamente la struttura della commedia da rappresentare. C'erano indicate le entrate e le uscite e le situazioni da rappresentere.

Ecco come comincia il canovaccio di "Il vecchio geloso" di Flaminio Scala:

Atto primo
ORAZIO racconta a Flavio, suo amico, esser venuto in quella villa per l'amor ch'egli porta a Isabella, moglie di Pantalone, essendo da lei riamato, e come Pedrolino. suo servo, è consapevole dell'amor loro, e di nmon averla mai goduta; ma che Isabella ha promesso di sodisfarlo, con la occasione d'esser alla villa. Flavio dice aver buon mezzano, e che non dubiti;


In base a queste indicazioni l'attore già sapeva come comportarsi, come relazionarsi all'altro attore, come dargli la battuta. Il suo bagaglio teatrale conteneva quelle scene da realizzare. Naturalmente più l'attore aveva esperienza, più il suo bagaglio era fornito e raffinato e la sua arte si faceva meno grossolana e rozza.

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