giovedì 5 febbraio 2009

La differenza tra acrobati e freaks. E poi i tronisti...

La riflessione sorta nell’articolo sul film Viaggio al centro della terra deve essere ampliata di un’ulteriore elemento. Riguarda la differenza tra il virtuoso e il fenomeno da baraccone. Il film in questione si presenta più come un parco giochi che come un’opera d’arte perchè punta unicamente a stupire lo spettatore. Posto che considero le “americanate” descritte nell’articolo come un vero e proprio deficit, una sorta di handicap di cui il film si avvale per vendersi, ritengo che questa pellicola si avvicini di più al mondo dei Freaks, dei fenomeni da baraccone appunto.

Perché unire il mondo dei freaks (nani, storpi di ogni genere che fungevano da attrazione nei circhi) al mondo dei virtuosi (danzatori classici e acrobati)? Perché entrambi mirano a meravigliare e a stupire lo spettatore, ma con tecniche completamente diverse e con diversi risultati.



Il freak si avvale di un suo particolare handicap che è predeterminato, non ci si può fare niente. Il virtuoso invece si avvale di una tecnica appresa nel tempo, con anni e anni di esercizio. Ma vi è un sottile processo di identificazione tra artista e spettatore. Quando vediamo un acrobata restiamo meravigliati del fatto che egli compie dei gesti che potremmo fare anche noi (ci manca lo studio però). La fatidica domanda “Ma come fa?” nasce dal fatto che il nostro corpo ha tutte le carte in regola per compiere quelle acrobazie, eppure…

Il freak è agli antipodi. Ci mostra come noi non potremmo mai essere (o come non vorremmo essere). Il suo difetto fisico basta a provocare il grottesco. La domanda “Ma come fa?” non può sorgere, perché la sua qualità è predeterminata, è fuori dalle nostre possibilità.

Mentre l’acrobata genera ammirazione, il freak genera grottesco, ma entrambi attirano.

Un piccolo collegamento ci fa fare un passo avanti: mentre l’acrobata sa fare qualcosa, il freak no: semplicemente è.

Il passo avanti è questo (e ci riguarda direttamente): cosa accade nei salotti televisivi? Nei vari reality e programmi defilippiani? Non sono forse una grande galleria degli orrori, un incredibile fiera di fenomeni da baraccone? Casa fanno oltre che esistere? Sono un’attrazione, ma senza saper fare assolutamente nulla. Vedi in particolare i tronisti. L’unica differenza è che i freak generano pena perché deformi, i tronisti invidia perché troppo in-forma.

Si cambia il segno, la sostanza non cambia: anche i tronisti sono dei mostri.

Consiglio: c’è un film famosissimo che rappresenta una vera e propria eccezione nel cinema, girato utilizzando tutta una intera galleria di freaks: si intitola appunto Freaks di Tod Browning del 1932.


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14 commenti:

  1. dimenticavo: l'immagine si riferisce ai Freaks del film di Tod Browning (1931)

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  2. ciao. consentimi di dissentire su un punto: il virtuoso non genera ammirazione perchè chi lo ascolta si immedesima in lui e pensa "lo saprei fare anche io, con un po' di studio". il virtuoso, l'artista, generano ammirazione perchè producono opere di valore, ben fatte, che comunicano emozione, bellezza, perfezione, capacità, innovazione eccetera. per quanto mi riguarda il tuo punto di vista è troppo egotico/invidioso. non c'entra per niente il fatto che io, spettatore, sia più o meno bravo o talentuoso, e possa trovare possibile, naturale o ripetibile, ciò che vedo. per fruire di un'opera d'arte ci vuole poco, a volte basta un po' di cultura. le opere d'arte più belle sono difficilmente riproducibili da chiunque. dirò di più: non tutti possono diventare artisti. non basta lo studio, per diventare artisti. con lo studio si diventa artigiani, e anche in quel campo ci saranno quelli più o meno bravi, non solo come risultato dello studio, ma anche come conseguenza delle proprie attitudini.
    tempo fa incontrai una ragazza con la testa piena di ideologia, che tentava di convincermi che chiunque può cantare. ne era davvero convita. evidentemente sottovalutava il fatto che non tutti hanno corde vocali uguali, capaci di conferire una degna estensione e un timbro piacevole. ci sono limiti fisici che impediscono a chiunque do poter fare bene quello che vuole, solo con lo studio e la pratica. la concezione di quella ragazza era frutto della fuorviante illusione, che la mentalità americana diffonde, per cui anche l'arte, il talento possono essere ridotti ad un metodo (semplice) che può essere insegnato e praticato da chiunque.
    forse a te non capita, ma quando io ascolto glenn gould, o arturo benedetti michelangeli, o pollini, non penso mai che potrei fare quello che lo fanno. so bene che anche con anni di studio, i miei limiti intellettivi/fisici non me lo permetterebbero. non c'è nessuna immedesimazione tra me e loro, eppure amo la loro musica, e li ammiro.
    forse il fondamento dell'ammirazione non sta nell'immedesimazione invidiosa, come tu ipotizzi, ma nella semplice capacità di vedere/fruire della bellezza dove c'è.
    e nel caso di tronisti (belli fisicamente ma mostri moralmente) e fenomeni da baraccone, evidentemente non ce n'è..
    elisa

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  3. mettiamo un po' di ordine: io tendo a scrivere gli articoli nel modo più preciso possibile e più attinente all'argomento che voglio trattare...il titolo di questo post è "Differenza tra acrobati e freaks" non "che cos'è l'arte" o "che cosa è l'artista". Questi due argomenti sono molto complessi e di difficile risoluzione e dopo molto pensare ancora non sono riuscito a dare una definizione di arte che mi soddisfi.

    Nessuno dice che chiunque può essere artista o diventare un glenn gould.
    Ma nemmeno è vero poi che per essere artisti bisogna essere per forza virtuosi...ripeto è un argomento complesso.

    Ripeto ancora che l'articolo si intitola "Differenza tra acrobata e freaks"...ovviamente è una delle differenze ma è quella fondamentale che determina un vero e proprio rapporto inverso.

    Il campo di gioco è il corpo umano: perché dico che l'acrobata genera un sentimento di immedesimazione? Naturalmente è a livello inconscio. Mentre è impossibile immedesimarsi in un freaks per evidenti dissonanze fisiche, è possibile farlo con gli acrobati perché quelle differenze fisiche (del corpo) non ci sono e se ci sono sono indotte da anni e anni di fatica e studio (non "un po' di studio"). Nel primo caso si genera ammirazione (non invidia per favore), nel secondo caso comicità (anche perché il non immedesimarsi genera un inconscio senso di sollievo "meno male non sono così")

    Però hai frainteso quello che volevo dire...dalle tue parole è come se ti fossi offesa perché non tengo in buon conto il virtuosismo...col portare l'esempio della tua amica un po' hai voluto sottintendere che io la pensi come lei...ciò non è vero.

    ma non mi riferisco nemmeno alla fruizione di un'opera d'arte...mi riferisco ad un sottile rapporto che si crea tra spettatore e acrobata, più che a livello mentale a livello fisico.

    Non c'entra l'arte, ne Gould, ne Michelangeli e nemmeno Jim Morrison (che di virtuoso aveva ben poco, però era artista comunque)

    Sono d'accordo su quello che dici se però l'avessi scritto come commento ad un articolo in cui io affermavo "in arte il virtuosismo non serve perché con un po' di studio tutti possono fare il salto mortale".

    Parzialmente d'accordo perché se si parla d'arte bisogna evitare parole come bellezza e perfezione, perché anche il brutto e l'imperfezione, l'impurità giocano un ruolo importante nel processo creativo.

    Hai inserito l'articolo che ho scritto nella categoria sbagliata: non è un articolo di estetica ma di antropologia.

    RispondiElimina
  4. un'altra cosa: la differenza si focalizza su un altro aspetto importante: il saper fare dell'acrobata e il semplicemente essere del freak.

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  5. non ha importanza quale sia il tema del post. se in esso fai delle affermazioni discutibili, devi permettere che chi ti legge le discuta.

    vuoi la precisione ? ok. la prima affermazione discutibile che tu fai è la seguente:

    "Quando vediamo un acrobata restiamo meravigliati del fatto che egli compie dei gesti che potremmo fare anche noi (ci manca lo studio però). La fatidica domanda “Ma come fa?” nasce dal fatto che il nostro corpo ha tutte le carte in regola per compiere quelle acrobazie, eppure…"

    sbagli ad usare la prima persona plurale: (noi) vediamo un acrobata.. ecc". il noi serve a dare un valore universale a fenomeni che non è affatto dimostrato accadano/siano percepiti allo stesso modo da tutti. troppo comodo (e anche disonesto) poi dire che quelli che non li condividono lo fanno solo perchè sono fenomeni inconsci..

    affermi che "il nostro corpo ha tutte le carte in regola per compiere quelle acrobazie.. ecc". quanto dici è palesemente falso. non tutti hanno il fisico adatto per fare gli acrobati, nemmeno decenni di esercizio possono trasformare una rana in un cigno. forse stai malinterpretando la teoria di darwin: per l'evoluzione sono necessarie centinaia, migliaia di anni, e il passaggio di molte generazioni. in una sola vita il limite di quello che è possibile fare o diventare è ristrettissimo.

    altra frase di dubbia che rivela in te una notevole tendenza ad osservare male la realtà:

    Mentre è impossibile immedesimarsi in un freaks per evidenti dissonanze fisiche, è possibile farlo con gli acrobati perché quelle differenze fisiche (del corpo) non ci sono e se ci sono sono indotte da anni e anni di fatica e studio (non "un po' di studio"). Nel primo caso si genera ammirazione (non invidia per favore), nel secondo caso comicità (anche perché il non immedesimarsi genera un inconscio senso di sollievo "meno male non sono così")

    innanzitutto ognuno di noi ha delle anomalie, delle diversità rispetto al modello standard di essere umano. chi più, chi meno, siamo tutti dei freaks. credere di non esserlo è una grave forma di autoillusione. una menzogna consolatoria. se smetti di raccontare a te stesso menzogne consolatorie e di crederti perfetto e capace di tutto, forse smetteresti anche di ridere dei freaks.

    a me, personalmente, i freaks non divertono neanche un po'. per loro provo compassione, eventualmente orrore. ma comicità.. proprio no.

    forse la tua intera analisi è viziata di questo: non hai consapevolezza di ciò che sei veramente (un essere umano a mezza strada tra il freak e l'artista), e questa mancata consapevolezza, unita alla velleitarietà di poter fare ciò che vuoi, eventualmente, con lo studio assiduo e continuato, ti rendono opaco alla corretta percezione di quello che avviene dentro di te quando ammiri un'opera d'arte. inoltre la presunzione che quello che avviene dentro di te, e che tu non capisci o malintendi, sia quello che avviene dentro chiunque, ti portano a fare enunciazioni che sono palesemente in contrasto con la realtà.

    per quanto riguarda l'abbinamento arte-bellezza-perfezione, che tu mi accusi di fare, se avessi letto con precisione quello che ho scritto avresti notato che ho concluso l'elenco con un eccetera, intendendo dire che arte è cosa complessa, appunto.

    banale la separazioneche fai tra estetica e antropologia. per quanto mi riguarda il mio è un commento di matrice psicologica. cavillare e analizzare troppo a volte dà l'illusione di aver capito quando non si è capito proprio niente.
    elisa

    RispondiElimina
  6. premetto che non riesco a capire perché il tuo commento debba risolversi in un attacco contro di me.

    Ritorno indietro. Io scrivo un articolo in cui propongo un mio punto di vista che non vuole essere la Bibbia (per carità). Propongo un'interpretazione di un certo fenomeno e sono contento se si innesca un dibattito.

    permetto a chiunque di controbattere ciò che dico, ne è una dimostrazione il fatto che non esiste alcun filtro nei commenti (con il rischio di incorrere in spam,insulti e cose del genere). Tu hai potuto scrivere senza bisogno di alcuna registrazione. Scrivo questo per farti capire che accetto volentieri le critiche.

    E ti assicuro che nonostante tu mi stia attaccando personalmente mettendomi in bocca anche cose che non penso e non ho scritto (dopo sarò più preciso), sono felice che tu abbia occupato una buona parte del tuo tempo per controbattere ciò che ho scritto.

    i primi paragrafi del tuo secondo commento sono utili perché spiegano come la pensi e il perché sostieni che io abbia torto.

    Però non posso permetterti di affermare cose su di me, sul mio modo di essere a partire da "non hai consapevolezza di ciò che sei veramente (un essere umano a mezza strada tra il freak e l'artista)...". Mi dispiace ma nulla ti da questo diritto. Anche perché sono certo di non meritarlo.

    Poi non capisco davvero la tua frase (che è un po' un'accusa) "forse smetteresti di ridere dei freaks". Davvero non capisco cosa vuoi dire. Che i freaks venivano usati nei circhi e nei baracconi per suscitare il riso è un fatto storico che non riguarda me. Dove hai letto che a me i freaks fanno ridere? Soprattutto dopo che ho scritto un articolo criticando "Lo show dei record" e "Ti lascio una canzone" in quanto moderni esempi di sfruttamento dei fenomeni da baraccone.

    Ti prego per favore di non attaccarmi personalmente perché non mi conosci e non mi sembra giusto. Poi non mi riconosco affatto nelle cose che mi attribuisci.

    Cerco di spiegare ulteriormente ciò che voglio dire: la mia analisi si riferisce all'ambito del circo e delle forme più spettacolari di intrattenimento. In generale ci sono due categorie in questi spettacoli: appunto gli acrobati (virtuosi) e i freaks (o anche i clown, e stranamente se ci fai caso spesso per far ridere mimano menomazioni del corpo). Il mio articolo non vuole dare un giudizio di valore o di gusto. Voglio semplicemente dire che il fenomeno degli acrobati e dei freaks sono due facce della stessa medaglia: l'una tragica, l'altra comica. Voglio porre l'attenzione sul fatto che c'è un terreno comune che genera questa diversità. E' il corpo e l'immedesimazione dello spettatore (con questo termine si intende il momento in cui lo spettatore si immerge in ciò che vede, o si potrebbe anche dire "ci crede"). Mentre gli acrobati hanno delle particolari abilità psicofisiche che sono il frutto di anni di duro lavoro e allenamento. Durante i loro esercizi lo spettatore resta ammirato e meravigliato. Ed è una meraviglia diversa dal fruire un'opera d'arte di altro genere. Secondo me la causa è quel rapporto corporeo di cui ho scritto. I freak invece pur non sapendo fare nulla e solo a causa di una menomazione fisica, creano comunque ammirazione che invece di essere di tipo tragico (o serio) è comico (meglio grottesco). Secondo me è interessante che alla base di due fenomeni opposti per genere vi sia un elemento in comune semplicemente cambiato di segno.

    Non c'entra nulla né me come spettatore, né la mia vocazione alla perfezione, né la mia presunzione.

    La mia intenzione è stimolare un dibattito proponendo delle idee, per dire la propria non è necessario offendere. Io capisco il tuo punto di vista, lo accetto e cerco di discuterlo per quanto mi è possibile.

    Ammetto anche che le cose che scrivo, essendo frutto di pensieri personali, possano avere delle debolezze e dei punti attaccabili.

    Cara Elisa ti prego di attaccare le cose che scrivo, i contenuti, non me stesso. Lo dico senza astio e con la certezza che si possa continuare a discutere senza litigare per forza.

    RispondiElimina
  7. ma io ho discusso sulle cose che hai scritto. solo ed esclusivamente su quelle. non ho parlato che di quelle. non mi sono riferita a sottintesi e non ti ho messo in bocca parole che non hai detto.

    forse tu non ti rendi bene conto di quello che scrivi.

    rileggiti: "l’acrobata genera ammirazione, il freak genera grottesco". e ancora: "Nel primo caso si genera ammirazione (non invidia per favore), nel secondo caso comicità (anche perché il non immedesimarsi genera un inconscio senso di sollievo "meno male non sono così")"

    che altro significato dare a queste frasi, se non quello che secondo te i freaks fanno ridere ? ma non solo te: fanno ridere tutti. hai generalizzato senza motivo. chi te ne ha dato il permesso ?

    ammetti di avere generalizzato ? ammetti che ad alcune persone i freaks non fanno affatto ridere, e nemmeno stimolano alcun senso di grottesco ?

    se lo ammetti, dovrai renderti conto che quello che hai scritto è tutto, dalla prima all'ultima parola, viziato da un atteggiamento psicologico particolare, che si chiama egocentrismo.

    non è possibile per me discutere di quello che scrivi senza evidenziare che le tue osservazioni della realtà sono affette da questo vizio della percezione, che ti porta a generalizzare e a dare per scontato che i freaks siano grotteschi e comici per tutti, mentre lo sono solo per alcuni. evidentemente, se tu non fossei tra quelli, non ti sarebbe possibile dare per scontato che tutti la pensino in quel modo..

    se evidenziare un atteggiamento psicologico poco adatto a interpretare la realtà è un attacco personale, mi spiace, ma non c'è altro modo per discuterne.

    il vizio è quello, si trova lì. se preferisci non sentirtelo dire, chiudi i commenti. ma non mentire a te stesso, dicendo che non sei quello che ti ho detto. hai o non hai scritto quelle cose ? si ? le hai scritte tu ? bene. allora la tua percezione della realtà E' VIZIATA da egocentrismo. accettalo e mettiti l'animo in pace.

    RispondiElimina
  8. nel circo e nei baracconi i freaks venivano usati come attrazione. Questo nell'ottocento. Riguarda la storia dello spettacolo. Che sia stata una pratica orribile è certo e non credo ci sia bisogno di sottolinearlo. Ma visto che tu mi accusi di non ho ancora capito cosa, devo ribadirlo.
    Non riguarda me. Io al circo nemmeno ci vado e ora come ora non ci sono più quel tipo di freaks. Ce ne sono di altro genere in televisione e se tu avessi letto alcuni miei articoli recenti avresti potuto constatare che questi programmi mi fanno vomitare. I freaks non mi fanno ridere. Smettila di battere su questo punto, non porta da nessuna parte. Che c'entra l'egocentrismo?
    Si tratta di storia, di fatti accaduti. In un mio ultimo articolo ho riportato due programmi teatrali della seconda metà dell'ottocento: uno proponeva come attrazione una donna senza le braccia, un altro sempre una donna con dei baffi lunghi trenta centimetri.

    Che i freaks nell'ambito dello spettacolo vengano inseriti nell'ambito del grottesco è cosa certa, può essere terribile ma è così.

    ma le tue obiezioni non c'entrano nulla con ciò che ho scritto.

    Mi sembra ridicolo che io debba giustificarmi dall'accusa di ridere di un freaks perchè ho scritto che il fenomeno dei freaks è grottesco.

    Secondo te perché venivano usati nei circhi?

    Che centra poi il generalizzare. Il grottesco è un genere.

    E' come se io affermo "totò fa ridere" e tu rispondi "non generalizzare perché c'è a chi totò non piace".

    I freaks venivano usati, ripeto, perché facevano ridere, quindi il loro genere spettacolare è il grottesco (nemmeno tanto il comico).

    E' storia del teatro e io con questa faccio i conti.

    Lo stesso problema si pone se dovessi parlare dei gladiatori romani. Non potrei dire per esempio che il loro ammazzarsi in modo truculento era grande fonte di intrattenimento senza che tu mi accusi che sò, di sadismo o di piacere nel vedere le persone uccidersi a vicenda.

    RispondiElimina
  9. link utili: http://delteatro.it/dizionario_dello_spettacolo_del_900/f/fenomeni_baracca_dei.php

    http://www.etimo.it/?term=grottesco

    RispondiElimina
  10. hai ragione: in passato non si aveva molto rispetto dei freaks. veniamo da duemila anni di barbarie, alla faccia di chi parlava bene dell'avvento dell'epoca dei pesci.

    zodiacalmente, il segno dei pesci rappresenta l'istinto che porta a sentirsi superiori agli altri (snobismo) e a ridere/maltrattare le debolezze/deformità altrui (crudeltà). mi sembra che se guardi alla storia moderna trovi esempi a bizzeffe di questo atteggiamento.

    detto questo, non mi sembra che sia il caso di generalizzare.

    si tratta di un atteggiamento particolare, di cui sono portatori solo alcuni, che negli ultimi duemila anni hanno avuto la fortuna di essere, come dire "in auge".

    il fatto che tu ne parli come di una cosa data per certa, quando è stata soltanto una moda, mi fa pensare che tu la condivida. ma potrei sbagliarmi, e lo spero.

    quello che non sbaglio è nel dire che quello che hai scritto, ovvero "i freaks fanno ridere", è un 'affermazione sbagliata, che non descrive la realtà, ma solo una parte di realtà, un punto di vista che non tutti condividono. per cui bisognerebbe evitare di usare frasi che non lasciano spazio ad alternative.

    il fatto che tu non ti accorgi che una tendenza, o moda, che ha avuto seguito in passato, sia solo una moda, ma insisti a volerla presentare come un dato di fatto, una verità assoluta, è dovuto, secondo me, ad una mancanza di consapevolezza.

    quando tu ripeti meccanicamente: i freaks fanno ridere, i freaks fanno ridere, sembri non voler accettare che vi sono molti punti di vista, oltre a quello che simbolicamente è rappresentato dal segno dei pesci. se non ti accorgi che si tratta di un Condizionamento, significa che ne sei affetto. i condizionamenti funzionano così: hanno effetto solo finchè non vengono smascherati.

    trovare ridicoli i freaks, ripeto, non è un fatto naturale, solo un condizionamento. il modo in cui tu ne parli rivela che non hai colto questo aspetto della faccenda, come del resto fanno gran parte delle persone.

    ma la gran parte non è tutto. la maggioranza non detiene la verità. ok ?

    ti sembra meno personale ora, la mia critica ? spero di si.
    ciao

    RispondiElimina
  11. di che segno sei ?

    RispondiElimina
  12. quando scrivo "i freaks fanno ridere" non lo faccio per mancanza di rispetto e poca considerazione per un dramma umano...lo faccio per determinare il genere spettacolare in cui quel fenomeno deve essere inserito, non c'entra il generalizzare. Ogni volta che leggi "i freaks fanno ridere" devi considerare "i freaks vanno inseriti nel genere spettacolare del grottesco".

    E come se tu percepissi una certa cattiveria e cinismo nelle parole che ho scritto. Ti assicuro e ti prego di credermi che non è così.

    anche se è stata una moda passeggera ciò ha comunque determinato la nascita del fenomeno spettacolare dei freaks e io a questo mi riferisco.

    Non è che se incontro per strada una persona con problemi scoppio a ridere...

    Per quanto riguarda la moda poi ho i miei dubbi...se vedo programmi come lo show dei record e ti lascio una canzone mi accorgo che c'è anche li una tendenza a sfruttare i freaks.
    L'uomo più alto, l'uomo più basso, la donna più brutta, l'uomo più peloso...che questa moda stia tornando mi fa preoccupare...

    spero di essere chiaro.

    Non ti dico il mio segno zodiacale perché ho i miei buoni motivi per considerare l'astrologia come una pratica assurda e per evitare una ulteriore analisi psicologica della mia persona.

    i segni zoodiacali si basano sulle costellazioni dello zodiaco. peccato che la costellazione è un eccezionale prodotto della fantasia umana, che però nella realtà non esiste. Io un post dedicato spiegherò il mio punto di vista su questo argomento.

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  13. come vuoi. permettimi un ultima considerazione: secondo me non è possibile distinguere le proprie teorie da quello che si è.
    non si può fare niente, parlare di niente, produrre niente e nemmeno imitare niente senza che venga coinvolta la propria personalità.
    kant insegna che l'obiettività non è possibile, e tutto ciò che entra ed esce da noi è sottoposto al filtro della nostra personale psicologia.

    attendo con interesse il tuo articolo sull'astrologia. salut

    RispondiElimina
  14. certo hai ragione. ma non credo che si possa fare un'analisi cosi sicura e tagliente su una persona, dopo la lettura di un solo articolo. Se poi aggiungo che a mio avviso hai male interpretato le mie intenzioni (o le ho espresse male io) riuscirai a comprendere il motivo del mio risentimento.

    Comunque mi ha fatto piacere discutere con te e ti invito a dire la tua anche in futuro. ciao

    RispondiElimina

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