giovedì 26 marzo 2009

La regia teatrale.

Quando parliamo di teatro o di uno spettacolo a cui abbiamo assistito è naturale utilizzare termini come regia o regista. Il fatto che nel teatro ci sia la figura del regista è automatico, ovvio. La maggior parte degli spettacoli teatrali sono infatti il frutto del lavoro di un regista che prende un testo drammatico, crea una sua visione di come dovrà essere la messa in scena e grazie all’orchestrazione di attori, scenografi, musicisti e macchinisti porta a termine il suo lavoro con la rappresentazione di fronte ad un pubblico. Ma non è sempre stato così: la figura del regista è infatti una creazione del tutto inedita del secolo scorso. Il teatro dell’Ottocento non era infatti un teatro di regia.

 

Il regista

Il regista è considerato creatore di primaria importanza nella produzione di uno spettacolo. Grazie a lui la messa in scena è dominata da una sorta di unicità in grado di fondere il lavoro di diverse professionalità in un qualcosa di armonico. Questa figura nasce in seno ad una vera e propria rivoluzione avvenuta nel teatro occidentale a cavallo tra Ottocento e Novecento. Gli ultimi anni dell’Ottocento e i primi trent’anni del Novecento sono stati una stagione straordinaria in cui il teatro ha letteralmente cambiato volto. Per comprendere la portata di tale cambiamento è importante considerare che cosa fosse il teatro dell’Ottocento per capire il perché di questa rivoluzione. Cosa c’era che non andava nel teatro ottocentesco? Perché questo bisogno di cambiamento? A rivoluzione avvenuta, che teatro è nato?

Tenterò di rispondere a queste domande attraverso una serie di articoli nei quali, a partire dall’odiato teatro dell’ottocento, affronterò il tema della nascita della regia toccando i vari protagonisti e le varie idee che hanno caratterizzato questo periodo così importante per tutto il teatro del Novecento.  E naturalmente si cercherà di far capire che cosa si intende davvero con il termine regista.

Proprio perchè il teatro di regia nasce come moto di rivolta nei confronti del teatro ottocentesco nel prossimo articolo inizierò con il prendere in considerazione tutta le serie di comportamenti, abitudini, modi di lavoro e vizi di questo teatro che i vari riformatori della scena disprezzavano e contro i quali mossero la loro rivoluzione.


Leggi anche:

Il teatro del grande attore: vizi e virtù del teatro dell’Ottocento.

Il teatro della compagnia dei Meininger del duca Giorgio II di Meiningen. Una prima rivoluzione.

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3 commenti:

  1. Ottimo blog ed interessante articolo, di sicuro seguirò il procedere!

    P.S. ti ho messi nei mie amici e vorrei linkarti ma sembra che io possa accedere alla tua mail...

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  2. OK, la frase nel PS ha perso il suo senso per strada, caratteri in ordine casuale e vitale mancanza del "non". :D Comunque come non detto, adesso mi dà il servizio normalmente. A presto!

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  3. basta il commento, ti inserisco subito

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